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In palestra con le tessere a ingressi PAY PER USE: pro e contro

 

Pay per use, pay as you go, pagamento a consumo qualunque sia il suo nome oggi è diventata la modalità di pagamento per eccellenza che sta mandando in pensione la modalità one off del tutto e subito o dei tanto amati abbonamenti.

I nuovi paradigmi dell’online e dello shopping da mobile entrando nella vita quotidiana delle persone hanno cambiato sostanzialmente gli acquisti e i consumi e sempre di più oggi si è arrivati ad un’inversione di mentalità, ossia voler pagare solo in funzione dell’uso che viene fatto di un determinato servizio e non solo.

Oggi si parla di pagamento a consumo nella telefonia, nelle utenze, nelle assicurazioni, nel settore automobilistico, nel settore gestionale dei software. Se inizialmente la formula pay per use si è diffusa molto di più nel digitale oggi si è fatta strada anche nel mondo reale e non poteva non coinvolgere anche il mondo del fitness.

 

Possiamo quindi affermare che siamo nell’era dell’allenamento a consumo?

Se si, quali sono i pro e i contro di queste nuove formule?

E i cari vecchi abbonamenti all inclusive sono ancora in auge?

 

Per anni nei Club le formule proposte sono state formule in abbonamento che con il passare del tempo sono diventate formule all inclusive in centri pluriservizi, un modo per garantire un’entrata in termini economici e quindi sostenibilità per l’impianto, e per i più pigri, più scettici, per coloro che non avevano una frequenza regolare alcuni centri inserivano un’alternativa all’abbonamento con il classico pacchetto ad ingressi; un modo per non far uscire il prospect a mani vuote e soprattutto il consulente senza vendita ma che alla prima occasione utile veniva trasformato in abbonamento.

Ma se le modalità di consumo delle persone sono cambiate non possiamo far finta che un ulteriore alternativa potrebbe essere quella di inserire anche nei Club gli abbonamenti “pay per use”, ossia pagare in base a ciò che realmente viene utilizzato, consumato, usufruito ma anche un modo per poter diversificare gli allenamenti senza necessariamente vincolarsi ad un unico Club.

Potrebbe sembrare molto simile al vecchio pacchetto ad ingresso se fosse gestito semplicemente come vendita dell’ingresso al club ma se fosse impostato in maniera completamente differente, in base alla disponibilità, ai servizi che il Club propone potrebbe essere un’alternativa vincente.

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Innanzitutto bisogna cambiare l’idea del target che potrebbe scegliere questa modalità, non sarà più solo il pigro, il non attivo ma anche e soprattutto l’attivo, colui che desidera inserire all’interno del proprio allenamento diverse tipologie di attività e servizi, colui che va alla ricerca di centri altamente specializzati.

Pensandolo come un sistema a punti o a ricarica, piuttosto come ingressi o sedute o mesi si può decidere di dare un punteggio o valore per ogni servizio, per ogni giorno e fascia oraria di utilizzo, in questo modo quella che solitamente risulta essere la fascia più frequentata diventa la fascia con un valore più alto e dunque questo permetterebbe anche una nuova ridistribuzione della frequenza.

Quindi non più abbassare i prezzi in base al numero di ingressi che si acquista ma dare un valore in base alle richieste di ciascun servizio in modo che l’utente sia libero di scegli quando e cosa frequentare e per quanto tempo, è libero di poter allenarsi senza essere vincolato a formule in abbonamento, è libero di frequentare in base alle aree di proprio interesse.

L’allenamento al consumo anche in questo preciso momento storico comincia a diventare una delle proposte più allettanti da affiancare alle soluzioni di abbonamento di durata, allenamenti senza obblighi, vincolo di contratto sicuramente questi sono i pro maggiori uniti al fatto che l’utente sceglierà di pagare un valore più alto per un servizio che soddisfi appieno le proprie esigenze e sarà soprattutto l’utente attivo, coloro alla ricerca del massimo del servizio in termini di professionalità e esclusività, più disposti a investire un prezzo maggiore rispetto a coloro che invece utilizzavano il pacchetto ad ingressi come formula al “risparmio”.

I contro di questa tipologia di formula sono sicuramente legati alla fidelizzazione, quello che era l’utente legato al Club in maniera esclusiva si vedrà sempre di meno, nella costruzione del budget e della sostenibilità tanti ragionamenti dovranno modificarsi proprio sulla base della logica anche di costi e in base ai costi al consumo ma il contro maggiore è a livello tecnologico e softwaristico, adattare a livello strutturare il Club con un controllo accessi o rilevatori di presenze funzionante è l’elemento fondamentale per la riuscita e il funzionamento di formule di questo tipo che inizialmente affiancherei ai sempre verdi “abbonamenti di durata”.

Buon allenamento a consumo

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In palestra con le tessere a ingressi PAY PER USE: pro e contro

by Giorgia D'Autorio | WELLINK_MAG

L’amore per lo sport e per i numeri l’hanno portata a lavorare nel fitness e a specializzarsi nella gestione dei club, conseguendo anche il Master Executive Wellness Management. Lavora in questo settore da 20 anni e ha fatto della sua passione il suo lavoro. Attualmente è club manager di un centro tra i più importanti d’Italia.

Giorgia D'Autorio

Business Tutor Wellink