fbpx

Outdoor Training: com’era, com’è e come sarà

 

Ricordi quando gli allenamenti di forza venivano svolti su dei gradoni, su scalinate infinite o (per chi ne avesse le possibilità) su salite dalle dubbie pendenze?

Questo era “anticamente” l’outdoor training.

 

Quell’allenamento inteso come preparazione sportiva svolta all’aria aperta.

Un concetto fatto di competizione, di superamento dei propri limiti e di tanta fatica.

 

L’allenamento all’aperto era concepito, quasi unicamente, come soluzione per lo “sportivo per definizione”.Com’è mutato tutto questo tanto da rendere l’outdoor training una soluzione vincente, anzi, la soluzione definitiva nel bel mezzo di questa pandemia? Cosa succederà in futuro?

 

Ti racconto la mia personale opinione.

 

L’esperienza di un trainer che ha utilizzato l’outdoor training in passato, oggi lo avvantaggia e lo aiuterà ancor di più in futuro.

Fondo, ripetute, lavori ad intervalli.

Gesti tecnici difficilmente comprensibili ed accettabili per chi voleva ottenere dall’allenamento un miglioramento del proprio stato di salute.

 

Nelle grandi città i parchi sono stati i polmoni verdi, gli spazi da libertà dove poter svolgere camminate e poter ritrovare momenti di socializzazione.

 

Lentamente si sono formati piccoli gruppi che hanno trovato in qualche lungimirante trainer un riferimento per organizzare i propri allenamenti, dando a questi momenti un senso e un’organizzazione.

 

Le aziende hanno poi cominciato ad investire negli allenamenti all’aperto come strumento di team building sfruttando il training come momento di aggregazione e creazione di gruppi di lavoro.

 

E intanto il mondo del fitness…

Quel mondo che ha basato le sue fondamenta sugli allestimenti con panche piane e sui corsi di gruppo, dell’aerobica all’allenamento funzionale, attività rese possibili dalla “ghisa” e dal comfort dei locali riscaldati d’inverno e climatizzati d’estate.

 

La palestra è stata identificata nelle 4 mura che ospitavano quegli iscritti che, per raggiungere i propri obiettivi, puntavano unicamente su allenamenti costruiti solo all’interno.

 

Ma, eh già… C’è un MA.

Ma poi è arrivato il Covid che ha profondamente cambiato le nostre abitudini e le nostre possibilità.

Palestre chiuse, zone gialle arancioni e rosse che neanche Arlecchino…

E allora ecco che si sono cercati modi differenti di “fare palestra”!

ENTRA NELLA COMMUNITY

del Fitness Management

Il digitale non bastava più, le persone avevano bisogno di uscire!

Vuoi dirmi che allora il concetto di allenamento all’aperto ha preso forma?

Si, o meglio, “ni”…

 

L’outdoor training ha assunto un valore diverso ma non ancora completo nella sua trasformazione!

Allenarsi all’aperto è diventata la soluzione per ovviare alle chiusure e allora via di corsi di gruppo ed allenamenti a corpo libero da poter fare con il solo bisogno di cuffie ed asciugamano.

 

Le strade e i parchi si sono popolati di nuovi runner, nordic walker, yogisti e amanti dell’HIIT.

 I Club hanno cominciato ad organizzare piani di lavoro da poter far svolgere sotto un bel cielo azzurro e hanno portato l’allenamento ad uno scalino superiore!Come ti ho detto prima però l’outdoor training non ha ancora raggiunto la sua trasformazione completa!

 

Che succederà quando si potrà rientrare in palestra?

 

Che fine farà l’outdoor training quando non sarà più l’unica soluzione o meglio, LA SOLUZIONE?

 

Arriverà l’ultimo step, l’ultima trasformazione: l’Outdoor Training diventerà uno STRUMENTO! E non sarà assolutamente un passo indietro!

 

Sarà usato all’interno dei percorsi di allenamento, come mezzo per raggiungere un fine che non va in disaccordo con la “Palestra” o con il digitale, al contrario, li completerà.

 

Sparirà il timore, da parte di Trainer e di Club Manager, di perdere l’utente perché fuori dal centro. Anzi, la riduzione di vincoli e barriere avvicinerà gli iscritti incrementando le varietà di proposte e diminuendo il fattore noia. Si useranno i punti di forza dell’allenamento all’aperto e si uniranno ai vantaggi degli allenamenti nel Club.

 

Ora che per necessità l’abbiamo conosciuto meglio, potremo sfruttarlo al massimo del suo potenziale e usarlo come carta a nostro favore.

 

Pensare di non usare l’outdoor all’interno dei percorsi creati per gli iscritti (qualora ce ne fosse il bisogno…) è come andare in battaglia rinunciando deliberatamente ad un’arma potente.

 

Il futuro vedrà nell’outdoor training uno strumento molto conveniente per Club e Trainer e con il quale si potranno raggiungere obiettivi importanti.

 

Molti cominceranno a muoversi proprio grazie all’allenamento all’aperto.

 

Non farne solamente la soluzione temporanea- che sicuramente passerà. Fallo diventare parte del tuo BUSINESS

 

ASCOLTA IL PODCAST DELL’ARTICOLO

Outdoor Training: com'era, com'è e come sarà

by Riccardo Stocco | WELLINK_MAG

Dopo la laurea in Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Padova, le sue mansioni spaziano da personal trainer e rasponsabile di sala fitness. Dal 2014 ricopre il ruolo di club manager e dal 2017 è business tutor di Wellink.

Riccardo Stocco

Business Tutor Wellink