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Ottieni contatti per la tua palestra
sfruttando il territorio grazie all’outreach training

 

Quante volte hai sentito dire che per ottenere contatti devi utilizzare strategie di marketing online?

Siamo sempre più connessi e sempre più tecnologici, quindi portati spesso a parlare di marketing attraverso l’utilizzo del web.


Argomento sicuramente caldo, dei nostri giorni, e sicuramente fondamentali del marketing moderno sono i social media e strategie di advertising sulle più conosciute piattaforme Facebook e Google.



Ma siamo proprio sicuri che questa è l’unica strada ad oggi per raggiungere notorietà e conversioni?

In questo articolo voglio parlarti proprio di quanto possa essere efficace ed immediato sfruttare il territorio per farsi notare, diffondere il proprio brand ed ottenere contatti in target da trasformare in iscritti.

Concentrarci spesso sul tema dell’online negli ultimi anni ci ha portato a distogliere lo sguardo da tutto il marketing offline, che da sempre esiste e si riconferma anche oggi uno strumento di elevata efficacia.

Se pensiamo bene alle finalità di marketing del settore fitness, non per generalizzare ma per evidenziare argomenti ricorrenti, come diffusione del brand e conversione non possiamo escludere la strada territoriale imprescindibile per attività geo-localizzate.

Nel vasto mondo del marketing territoriale fatto di convenzioni, attività di co-marketing, partnership e via discorrendo uno strumento che da molti anni ormai il mondo del wellness utilizza con piacere è sicuramente l’outreach.

Che cos’è l’outreach, ti starai chiedendo?

Faccio prima a spiegarti cosa NON è l’outreach intesa come attività promozionale di brand awareness e di lead generation.

Se siete in giro, magari in un grosso centro commerciale o per le strade della città e da lontano notate un desk promozionale, con una signorina vestita in tailleur a pochi passi dal desk, che incrociando il vostro sguardo a distanza di metri inizia a sorridere, sono certo della vostra reazione.


Ancor prima di analizzare la proposta, sentiamo che siamo per essere vittime di un abbordaggio ai fini di vendita, talvolta insistente e fastidiosa che ci fa irrigidire e innesca in noi un meccanismo inconscio che da ottimi “driblatori” ci permette di aggirare l’ostacolo.

Questo NON è outreach, questa scena comune nel nostro immaginario è molto lontano dalla sua definizione, cioè:


un’attività itinerante che mira ad essere interessante, per far si che le persone presenti possano avvicinarsi alla nostra offerta (di intrattenimento) e portare a casa un bel ricordo.

Siamo tutti d’accordo che con i bei ricordi non si fa fatturato, non ci perdiamo in mondo utopistico e poco produttivo, ma il prezzo per un ricordo resta il rilascio di un contatto, filo conduttore tra me azienda e il partecipante.

Logica che peraltro vale tale e quale nel mondo dell’advertising online.

In realtà con questo strumento riesco a soddisfare ampiamente due obiettivi di marketing ricorrenti nel mondo del wellness: notorietà e conversione.


Per di più valutando location e analizzando bene lo spostamento sul mio territorio riesco a raggiungere i miei obiettivi in modo estremamente preciso coinvolgendo le persone del mio territorio e per questo probabili compratori.

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Perché entrare in contatto con l’outreach piuttosto che con la semplice proposta di allenamento?

La location fa tanto, immagina di essere su uno stabilimento balneare pronto per la lezione di pilates al tramonto, molto probabilmente la sola proposta di allenamento sarebbe soddisfacente e pure con l’aiuto (stile villaggio turistico) di promoter coinvolgerai maggiormente le persone del posto avendo così un ritorno in termini di conversione ottenendo un contatto.

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Ma se siamo in piazza…

i potenziali utenti del posto probabilmente non saranno predisposti ad una attività di movimento ma incuriositi di quanto sta accadendo potremmo avere l’occasione di entrare in contatto con la proposta outreach, piuttosto che trascinarli in un gruppo che non conoscono a fare movimenti che probabilmente non conoscono.

 

Insomma come spesso è nell’indole del nostro essere, rincorriamo mode e cavalchiamo tanto i momenti dimenticandoci talvolta quello che da sempre ci dà risultati evitando con paura e diffidenza quello che non conosciamo, solo perché non ci abbiamo provato o magari ci abbiamo provato male.

 

Un gioco fatto di numeri, persone, emozioni e strategia. Tanti anni a contatto con le persone giocando con loro, poi lo studio ha affinato la mia conoscenza sul mondo del marketing di impresa, ma ancora oggi studio e mi diverto.
Nel 2012 il mio inizio nel fitness, dal 2015 nel team Wellink e attualmente impegnato anche come imprenditore in altre attività.

La vita è un gioco, la cui prima regola è far finta che non lo sia.
(Alan Wilson Watts)
Vincenzo Turiello

Marketing Tutor, Wellink

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