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Le migliori stagioni dell’outdoor training

 

Ho cercato per giorni un modo di iniziare questo articolo dando una risposta al titolo e senza dover ricorrere alla parola “dipende” ma… niente, 

 

dipende.

 

  • Dipende dal luogo in cui ci troviamo e dal suo clima
  • Dipende dal tipo di attività che vogliamo proporre
  • Dipende, soprattutto, da come vogliamo intendere l’outdoor.

 

Eh si, perché ci sono forme di outdoor che non conoscono stagioni e che, al contrario di come si possa pensare, possono garantire maggior beneficio in inverno piuttosto che in estate.

 

Ci sono attività che con la pioggia non possono essere praticate ed altre che, grazie alla pioggia stessa, incrementano i carichi di lavoro.

 

Sono innumerevoli le attività che potrebbero essere proposte come outdoor ma noi, per facilitare il discorso, prendiamo in considerazione le tipiche attività che un Centro Fitness potrebbe decidere di proporre all’aperto.

 

Parliamo di corsi collettivi dei più svariati, dall’aerobica allo spinning, dall’allenamento funzionale al calistenico, dallo yoga al pump.

 

E non solo, all’aperto possiamo trovare anche la corsa e, come emerso nell’ultimo anno, la sala attrezzi.

 

Torniamo al titolo, se avessi voluto rispondere d’impulso avrei detto: “L’estate Ricky, chiaramente l’estate”

 

Alt. Ne sono proprio sicuro?

 

Sì, se mi alleno alle 7 di sera, in uno spazio verde, ventilato, e possibilmente all’ombra.

 

No aspetta, all’ombra se faccio una lezione di Pump ma se fosse una lezione di yoga forse è meglio che mi metta sotto il sole.

 

Quindi?

 

Quindi mi sono incartato nella risposta già alla prima frase e allora la mia risposta torna ad essere “dipende”.

 

Partiamo ad analizzare in maniera razionale le attività e le stagioni in modo da trovare dei nessi e rispondere finalmente alla domanda principale di questo articolo.

 

 

 

Nell’ultimo anno per sopperire alle varie vicissitudini legate al CoronaVirus, molti Club  si sono attrezzati di tendone esterno per poter continuare ad erogare i propri servizi e devo dire che è stata proprio una bella idea.

 

Non voglio parlare nello specifico dei servizi ma ragionare sulla tensostruttura.

 

In primavera potrebbe trovare la sua collocazione ideale: il tetto copre e ripara gli attrezzi dalle possibili piogge e la temperatura tra i 15° ed i 25° (a seconda della zona d’Italia) garantisce una gradevole situazione d’allenamento in tutte le ore del giorno.

 

Non posso pensarla come situazione altrettanto ottimale d’estate!

 

I gradi sotto la tensostruttura in determinate ore del giorno (tra le 12:30 e le 17:00) aumentano di molto, rendendo l’allenamento di fatto poco attrattivo.

 

E se non ci fosse alcun tendone e si volesse proporre una lezione di Yoga alle 9 del mattino al parco?

 

Beh direi che sarebbe perfetto d’estate:

  • temperatura gradevole
  • erba asciutta
  • assenza quasi totale di piante che possono provocare allergie

 

Non altrettanto in primavera dove il terreno risulterebbe asciutto, le temperature non ottimali ed i pollini potrebbero interferire con un allenamento che ha alla sua base la respirazione!

 

Potremmo stare qui ore ed ore ad analizzare ogni singola attività in ogni stagione dell’anno ed in ogni zona d’Italia ed avremmo 10.000 risposte differenti, punti di forza e punti di debolezza.

 

 

 

La conclusione a cui sono arrivato è quella di costruire un PERCORSO.

 

 

Un percorso che tenga conto delle specificità delle stagioni e, in funzione di queste e dell’allenamento stesso, presenti le varie attività che si possono proporre, concatenandole.

 

“Eh ma Riccardo,, torni sempre al percorso!”

 

Si, perché il percorso permette di sfruttare al massimo la soluzione outdoor in tutte le stagioni, rendendo le stagioni stesse accoglienti per le specifiche attività.

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del Fitness Management

 

Organizzare un planning outdoor per la primavera-estate partendo dalla specificità delle attività e della propria area geografica è la prerogativa per ottenere il massimo da questa tipologia di erogazione di un servizio fitness.

 

 

In concreto, facciamo un esempio di quanto detto:

  • Periodo – Luglio
  • Luogo – Veneto
  • Attività – Spinning, Allenamento Funzionale, Yoga

 

Si potrebbe pensare di impostare un planning per una settimana tipo che preveda 5 slot orari di lezione nell’arco della giornata ed associare a questi i corsi che meglio si sposano con le temperature esistenti:

 

Ho posizionato nelle ore meno calde i corsi con un’intensità maggiore e lasciato negli orari centrali Yoga e Pilates, perché non sono attività ad alto impatto.

 

In pausa pranzo mi riuscirà difficile pensare di mantenere un pubblico di natura attiva con le sole lezioni di yoga-pilates e quindi, visti i 30°C di media del periodo, inserisco a palinsesto un’attività di tonificazione, che non mi richieda una grossa sollecitazione cardiaca ma che mi garantisca socializzazione.

 

Una miniclasse di addominali potrebbe essere una proposta.

 

Questi sono  i miei ragionamenti per la costruzione di un palinsesto di Outdoor Training basato sulle stagioni e sulle mensilità.

 

 

Quindi adesso, finalmente, posso rispondere alla domanda: qual è la miglior stagione per l’outdoor training?

 

Quella che hai saputo pianificare al meglio!

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Dopo la laurea in Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Padova, le sue mansioni spaziano da personal trainer e rasponsabile di sala fitness. Dal 2014 ricopre il ruolo di club manager e dal 2017 è business tutor di Wellink. Riccardo Stocco

Business Tutor Wellink