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La tua palestra ha davvero bisogno di un influencer?

Una domanda che negli ultimi 2 anni ci viene posta sempre più spesso: 

“credi che nella strategia di comunicazione della palestra dovrei coinvolgere degli Influencer? Come li trovo?”

La consulenza ha una funzione di controllo.

L’imprenditore aumenta il senso di responsabilità ed è quindi per noi fondamentale dare una risposta più ampia e possibile.

Dobbiamo dare la possibilità di far comprendere all’imprenditore quel 20% di conoscenza specifica per permettergli di decidere la sua strada e quella del suo centro fitness.

In questo articolo quindi, tratteremo proprio la risposta alla domanda che abbiamo posto nel titolo.

Vedremo quindi quali persone coinvolgere in una strategia di influencer marketing territoriale.

Sempre più spesso gli influencer sono nei discorsi comuni o comunque la loro posizione è visibile a chiunque si trovi a frequentare il mondo dei social network.

Non sempre però diamo la definizione esatta a questa parola, perché nel tempo, come spesso accade, l’abuso dei sistemi ci porta ad avere una gran confusione in testa.

Partiamo dalla definizione:

Influencer è nella teoria dell’opinione pubblica, un soggetto influente, un individuo che è in grado di influenzare in modo rilevante le opinioni e gli atteggiamenti degli altri in ragione della sua reputazione e autorevolezza rispetto a determinate tematiche o aree di interesse. 

 

Forse nulla di nuovo agli occhi di molti ma per chiarire meglio il concetto andiamo subito a creare una differenza sostanziale tra l’influencer ed il personaggio, inteso come VIP.

 

Un vip, ovvero un personaggio famoso, ha sicuramente un buon seguito a seconda della sua notorietà.

 

Molti attori, cantanti o personaggi di spettacolo, ricevono larghi consensi per la loro arte o il loro “modo di fare” senza per questo effettivamente influenzare nessuno.

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La figura dell’influencer: cosa tenere in considerazione

 

  • Influenza e notorietà

Prendiamo ad esempio Gianluca Vacchi, personaggio conosciutissimo nel mondo dei social, adorato per il suo “modo di fare” ed il suo stile di vita.

Non si può dire però che lo stesso personaggio sia influente a tal punto da metterci in condizioni di avere il suo stesso stile di vita, o meglio ancora ballare come lui.

 

Per questo l’attenzione all’influencer marketing da parte di un’azienda deve essere in grado di distinguere l’influenza dalla notorietà.

Non è detto che non possano essere utilizzati sia influencer che il VIP ai fini di una strategia specifica, la chiave è comprenderne la differenza al fine di avere il ritorno desiderato.

 

 

  • Numero di follower

     

Altra caratteristica spesso errata per il pubblico che deve definire un influencer è il rapporto di seguaci (follower).

 

Non esiste un numero minimo di follower per essere riconosciuto come influencer, questo parametro è spesso confuso con il concetto precedente, la notorietà.

Un account instagram da 100.000 follower può essere sicuramente noto ma non è detto che influenzi il suo pubblico su un argomento specifico.

 

Viceversa, un account con 1.000 follower può “influenzare” le scelte, le attenzioni e gli acquisti del suo pubblico.

 

Proprio per questo risulta essere strategicamente più efficace per un’azienda che opera nei suoi stessi contenuti.

 

La dimensione del pubblico non fa di una persona un’influencer, è solo un parametro di tendenza utile a categorizzare gli influencer in base alla grandezza della propria audience.

Ecco i parametri per classificare un influencer

 

  • Nano influencer

Con questo termine s’intendono le persone che pur avendo un seguito limitato, ad esempio sotto i 10.000 seguaci di Instagram, riescono a diventare dei punti di riferimento per una determinata nicchia.

 

Perché sceglierli?

 

  • Intimità e coinvolgimento, un grande pubblico assicura dei vantaggi ma un piccolo pubblico aumenta la credibilità evitando l’effetto “marketta”.
  • Costi contenuti, sicuramente più accessibili del personaggio noto, anche in scambio commerciale (prestazioni sui social network in cambio di iscrizione in palestra o servizi accessori del club).
  • Facile da contattare, non ci sono intermediari.

 

 

  • Micro influencer

Un individuo che pubblica contenuti attraverso uno o più canali social, viene seguito da un pubblico interessato e partecipe seppur non vanti grandi numeri.

 

Perché sceglierli?

 

  • Qualità dei contenuti, sono persone che mettono molto impegno e dedizione nella creazione di contenuti di valore al fine di ottenere l’attenzione del loro pubblico conquistare una buona audience.
  •  Può essere la soluzione ideale per raggiungere piccole nicchie, per conquistare la fiducia di settori che non hanno bisogno di testimonial prorompenti.
  •  Costi relativamente contenuti
  •  Creazione di una community

 

Una volta chiarito l’aspetto teorico domandiamoci se il mercato del fitness ed in particolar modo le palestre hanno bisogno di influencer.

La risposta non può essere che sì.

Avendo acquisito una corretta informazione sul significato della parola e quindi del titolo che viene riconosciuto ad alcuni account, la palestra può calibrare la scelta degli influencer in relazione a caratteristiche ben specifiche.

Ti svelo di seguito 3 consigli che ti aiuteranno a scegliere i tuoi influencer:

 

 

1. L’importanza del Geo-marketing


La palestra vive di un pubblico specifico per questo un influencer con numeri importanti potrebbe creare dispersione di comunicazione e di budget, influenzando un pubblico lontano dalla tua attività.

 

 

2. Considera la varietà di mercato

 

Non sempre il fitness, inteso come allenamento, è la caratteristica principale di influenza.

Pensiamo alla moda nel fitness quanto sia importante in relazione ad un allenamento specifico o l’alimentazione come tematica di alto interesse.

 

 

3. DIY – Do It Yourself

 

Non sempre dobbiamo andare alla ricerca di nano o micro influencer che cavalcano il settore fitness.

Possiamo anche crearli.

Spesso li abbiamo già in casa ma non ce ne accorgiamo.

Quando la nostra trainer o una nostra iscritta pubblica una stories mostrando un esercizio specifico per addome o glutei e i suoi follower interagiscono chiedendo spiegazioni o replicando lo stesso, ci troviamo di fronte ad un influencer.

 

Nano? Micro? #chissenefrega.

 

In quel momento sta introducendo nella vita di una o più persone un esercizio da replicare in palestra o un piatto da inserire nella propria dieta.

Sta educando il tuo settore merceologico e porta educazione al tuo brand.

 

Piccole azioni che in una strategia più ampia possono fare differenza per il centro stesso.

 

Molte volte invece abbiamo trainer o iscritti con un enorme potenziale ma poveri di contenuti e per questo poco influenti.

 

La scelta del club potrebbe essere quella di offrire un supporto marketing nella creazione di contenuti efficaci così da averne un doppio ritorno e per questo stabilire la relazione su uno scambio reciproco.

 

Un influencer non è presente solo su instagram, o meglio, per essere influenti non è necessario essere “forti” solo su Instagram.

 

Seppur vero che la piattaforma rappresenta il canale degli influencer per eccellenza non è il solo dove trovarne.

 

Un blog che parla di alimentazione, esercizio fisico, magari specifico per gli allenamenti outdoor è allo stesso modo un canale di influenza.

 

Che questo canale risieda in un personaggio, un brand o un personal brand, sta rispondendo esattamente alla definizione di “influencer”.

In conclusione:

 

 

Un influencer è una persona normale.

 

Questo concetto va capito bene perchè fondamentale.

 

Qui non stiamo parlando di testimonial, figura stra-sfruttata in TV.

 

L’influencer non è un VIP. Non è un personaggio famoso, non al grande pubblico perlomeno.

 

Si tratta, in buona sostanza, di un utilizzatore della rete che nel corso del tempo è riuscito a crearsi un seguito, ancora meglio se legato ad una precisa nicchia di mercato.

 

Ad oggi sono una voce del piano marketing su iniziative specifiche e rappresentano un supporto fondamentale ad esempio nel lancio di nuove attività o aree del club.

 

Il club deve conoscerne l’esigenza e deve essere in grado di valutare, secondo le sue esigenze, quando e come utilizzare queste figure, a meno che non si decida di crearle.

 

 

E ti svelerò un segreto potresti anche essere tu.

Un gioco fatto di numeri, persone, emozioni e strategia. Tanti anni a contatto con le persone giocando con loro, poi lo studio ha affinato la mia conoscenza sul mondo del marketing di impresa, ma ancora oggi studio e mi diverto.
Nel 2012 il mio inizio nel fitness, dal 2015 nel team Wellink e attualmente impegnato anche come imprenditore in altre attività.

La vita è un gioco, la cui prima regola è far finta che non lo sia.
(Alan Wilson Watts)
Vincenzo Turiello

Marketing Tutor, Wellink

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